Il borgo di Levanzo affacciato sul porto, con la montagna alle spalle
Il borgo di Levanzo, Isole Egadi

Un arcipelago dentro un'area marina protetta

Le Egadi sono tre isole - Favignana, Levanzo e Marettimo - alle quali si aggiungono gli isolotti di Formica e Maraone, davanti alla costa occidentale della Sicilia. Il tratto di mare che le circonda è tutelato dall'Area marina protetta Isole Egadi, istituita con decreto ministeriale del dicembre 1991 e oggi la più estesa d'Europa con quasi cinquantaquattromila ettari.

L'area è suddivisa in zone a diverso grado di tutela, dalla riserva integrale alle fasce dove sono ammesse balneazione, immersioni guidate, pesca sportiva regolamentata e ormeggio. Chi arriva con la propria barca o vuole immergersi dovrebbe consultare in anticipo la zonazione ufficiale dell'ente gestore, perché divieti e autorizzazioni cambiano da zona a zona.

Come arrivare da Marsala e da Trapani

Il porto principale per le Egadi è quello di Trapani, da cui partono aliscafi e traghetti per tutte e tre le isole durante l'intero anno; la traversata per Favignana dura all'incirca mezz'ora. Anche dal porto di Marsala esistono collegamenti veloci, in genere concentrati nella stagione turistica e con un numero di corse più limitato.

Le isole sono collegate anche tra loro: Favignana e Levanzo distano una decina di minuti di aliscafo, mentre Marettimo, la più lontana dalla costa, richiede una navigazione decisamente più lunga. Orari, tariffe e compagnie cambiano di stagione in stagione: vanno verificati sui canali ufficiali dei vettori prima di programmare la giornata.

Favignana, l'isola del tufo e delle tonnare

Favignana è la più grande e la più frequentata, con un profilo che ricorda una farfalla e un rilievo centrale, il Monte Santa Caterina, sormontato da un forte. Il paesaggio costiero è segnato dalle antiche cave di calcarenite, la pietra locale che qui chiamano tufo: le pareti tagliate a picco e i giardini ipogei ricavati nelle cave sono una delle immagini più riconoscibili dell'arcipelago.

Sul mare si aprono calette come Cala Rossa e Bue Marino, dove la roccia scende diretta in acqua. Nel paese vale una visita l'ex stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, imponente complesso industriale ottocentesco legato alla lavorazione e alla conservazione del tonno, oggi recuperato come spazio museale. L'isola è pianeggiante e si gira bene in bicicletta.

Levanzo e la Grotta del Genovese

Levanzo è la più piccola delle tre e la più silenziosa: un solo abitato di case bianche affacciato sul porticciolo, strade poche e nessuna vita notturna. Chi cerca una giornata lenta, tra bagni e camminate lungo la costa, la trova qui.

Il motivo principale per fermarsi è la Grotta del Genovese, individuata nel 1949 sul versante nord occidentale dell'isola. Le pareti conservano pitture e incisioni rupestri di epoca paleolitica e neolitica, tra le testimonianze più antiche di presenza umana in Sicilia. La grotta si raggiunge via terra o via mare e si visita esclusivamente con accompagnamento autorizzato: la prenotazione va concordata in anticipo con chi ne cura le visite.

Marettimo, la più selvaggia

Marettimo è la più lontana dalla costa e la più montuosa: il rilievo del Monte Falcone domina un'isola percorsa da sentieri, con pochissime automobili e un solo piccolo borgo di case bianche attorno al porto. È la meta di chi cammina e di chi cerca il mare più limpido dell'arcipelago.

Tra i punti di interesse ci sono le cosiddette Case Romane, un'area archeologica con resti di murature antiche accanto a una piccola chiesa di età bizantina, e il castello di Punta Troia in posizione dominante sulla costa. Il periplo dell'isola in barca permette di vedere le numerose grotte marine che si aprono lungo le falesie.

Come organizzare la giornata

La formula più sensata è dedicare una giornata a ciascuna isola invece di tentare il giro completo in poche ore: le tre hanno caratteri molto diversi e i tempi di trasferimento incidono. Per Favignana bastano bicicletta e costume; per Marettimo servono scarpe adatte ai sentieri, acqua e cappello, perché l'ombra scarseggia.

In alta stagione conviene muoversi con le prime corse del mattino e acquistare i biglietti in anticipo. Portare l'auto sulle isole raramente ha senso: sono piccole, in parte pedonali e ben servite da noleggi di biciclette e scooter.

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